martedì 27 agosto 2013

Vincere un premio letterario

Ho vinto.
Non ci credevo, non l'aspettavo, non lo speravo. Chiuso in questa corteccia di amianto, appiccicata al mio cuore da anni, non facevo affidamento alcuno, sulla possibilità di vincere un premio internazionale di scrittura. La notizia è arrivata come l'agente delle riscossioni, alla porta, mentre stai pranzando. Quando è stato pronunciato il mio nome, da una giuria di scrittori e professori sconosciuti, in mezzo ad una platea di perfetti sconosciuto, ho praticato il gesto meccancio dell'alzarmi, mentre mia moglie scoppiava in lacrime. Il mio cuore era assente. Nulla. Forse conosco il perchè di tutto questo. Quando sei giovane e sperimenti le tue ali per la prima volta, tenti il volo più alto. L'atterraggio è scomposto. Molto spesso il finale è doloroso e traumatico. Tante volte ho provato le mie ali, tante volte un cacciatore, nel bosco, ha mirato al mio volo. Ora non volo più. Le mie emozioni sono chiuse nel barattolo sullo scaffale della cantina. Non è giusto, ma non posso oppormi a questo dato di fatto.

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2013/08/12/news/la-vera-storia-di-john-fante-a-torricella-1.7569789

giovedì 22 agosto 2013

La discesa



E’ arrivata la discesa. Ripida, improvvisa, senza curve, senza spianate all’orizzonte. Il foglio è bianco, ma è la solita mano a scrivere. A riscrivere. Ancora una volta. Il demone che accompagna la mia stirpe, alita il suo fiato greve sul mio collo. Devo correre, devo correre. Nulla può essere relativo. Tutto può accadere ma, rimanere seduti, in attesa che passi un treno sulla linea ormai smantellata, è inutile. Muoversi, muoversi, senza affannarsi in efficienze, prive di efficacia. Quello che è stato non è importante, non deve esserlo. Manipolare il cadavere del rimpianto è stupido e dannoso. Ho i freni buoni per la discesa, ma la devo affrontare. Da qualche parte ci sarà pure una salita.