sabato 17 ottobre 2009

L'odore degli appunti


Nei vicoli del paese, a sera, passo tra luci di vecchi lampioni ed insegne di piccole botteghe. All'improvviso, stretto il maglione al collo, un vento inadeguato a queste mese senza termometro, porta l'odore degli appunti. Sono i quaderni delle scuole medie, fatti di copertine con le moto e le penne a sfera. Un odore di fuliggine dai camini dei vecchi bassi dove le ultime anziane del secolo scorso, bruciavano la sansa, le potature delle vigne, le bucce delle prime castagne, le scorze di mandarini acerbi. Un ragazzino passava, con il pallone nelle mani ed i compiti da fare prima della merenda. Aveva giocato, questo giovane, contro le serrande dei garage, senza la paura delle macchine. Il sudore freddo, dietro al collo gli avrebbe portato due giorni di vacanza a letto, con gli impacchi di semolino sul petto. Erano appunti di storia, di geografia, con gli esami da fare a giugno, nella scuola vicino ai ruderi del Castello. L'odore adesso si fa più intenso e gli fuma in bocca le prime sigarette di nascosto, con il walkman a palla, uno sgualcito libro di filosofia, studiato a tratti dai compagni, tra le cianfrusaglie dei diari scarabocchiati e l'incubo del giorno dopo, a scuola. L'odore degli appunti si ferma al retrobottega della vecchia pizzeria. E' un attimo. L'odore scompare, lasciando questo momento, solo , unico. Ricorderò, un giorno, il ricordo dell'odore degli appunti